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Anatocismo bancario nuova sentenza del 10/06/2013 del Tribunale di Treviso sez. Montebelluna. 19/07/2013

Anatocismo bancario news

Anatocismo bancario nuova sentenza del tribunale di Treviso sez.Montebelluna.

Arriva un’ ulteriore sentenza di illegittima capitalizzazione degli interessi maturati dopo l’ entrata in vigore della delibera CICR del 9 febbraio del 2000.

Infatti la delibera del 2000, prevedeva che se il conteggio di addebito degli interessi creditori e debitori avesse avuto la stessa periodicità, si potesse praticare la capitalizzazione periodica, in difetto da quanto previsto dal art.1283 del c.c “anatocismo” che prevede che la capitalizzazione sia concessa solo in alcune occasioni.

La prima quando gli interessi scaduti possano produrre ulteriori interessi alla sola ipotesi di interessi dovuti per almeno un semestre, la seconda che la produzione di ulteriori interessi è subordinata alla proposizione di una domanda giudiziale (che ne determina anche la decorrenza) ovvero al perfezionamento di una convenzione successiva alla scadenza degli interessi stessi.

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Arriva quindi inaspettatamente una sentenza che modifica quanto fin ora applicato in funzione della sopracitata delibera CICR che aveva lo scopo di sanare dopo la sua entrata in vigore – anno 2000- la capitalizzazione degli interessi anatocistici se concordati e periodicamente uguali per debitore e creditore, infatti tale delibera tendeva a rendere nuovamente legittimi gli interessi sugli interessi sanando il comportamento delle banche a scapito dei correntisti.

Infatti, dopo la pubblicazione di tale delibera del Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio, i correntisti potevano chiedere il rimborso degli interessi anatocistici pagati illegittimamente, solo fino al 2000.

Con la sentenza del Foro di Treviso del Giudice S. M continua la serie di sentenze che prevedono che non si possa adoperare la capitalizzazione degli interessi neppure successivamente alla entrata in vigore della delibera CICR.

Altri tribunali precedentemente avevano affermato lo stesso principio e più precisamente con le seguenti sentenze: Tribuanele di Mondovi sent. del 17/02/2009 – Tribunale di Venezia del 22/01/2007 – Tribunale di Torino del 05/10/2007 – Tribunale di Padova del27/04/2008 –

Coloro che avevano in corso dei contratti alla data di entrata in vigore della delibera, non potevano essere sanati unilateralmente per sola comunicazione, ma necessitavano di una nuova pattuizione contrattuale.

In merito alla sentenza in oggetto, la banca non si era adeguata alle disposizioni della delibera Cicr che prevedono la pubblicazione in Gazzetta e la comunicazione per iscritto al correntista, ma anche se fosse avvenuto nulla sarebbe cambiato.

Infatti cita puntualmente la sentenza: “Se anche la banca avesse applicato la periodica capitalizzazione degli interessi debitori e creditori con identica periodicità e nel rispetto della Delibera Cicr quanto a pubblicazione e comunicazione al cliente, tuttavia per rendere legittima la capitalizzazione occorrerebbe una pattuizione perché non può parlarsi di modifica ‘in melius’ (ulteriore condizione posta dalla Delibera Cicr) rispetto ad una clausola in precedenza nulla”.

Questo orientamento giurisprudenziale è una novità in quanto da la possibilità a tutti coloro che hanno acceso un contratto di conto corrente antecedentemente al 2000, di ottenere oltre il rimborso degli interessi derivati da anatocismo, oltre lo stralcio dal contratto della clausola di capitalizzazione.

Sempre più spesso infatti, cominciano ad arrivare da numerosi Fori Italiani sentenze in questo senso, legate alla non applicabilità della delibera CICR evidenziando che le banche avrebbero dovuto far sottoscrivere ai correntisti una nuova pattuizione.

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A questo punto, sembra profilarsi reale l’ ipotesi che gli imprenditori che hanno aperto il conto antecedentemente all’ anno 2000 possano ricorrere contro le banche per far annullare gli interessi sugli interessi pagati in violazione all’ art. 1283 del codice civile riguardante l’ anatocismo bancario che cita esattamente:

Art. 1283 Anatocismo recita:In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.” Lo stesso prevede quindi 3 eccezioni al divieto di capitalizzazione degli interessi e più precisamente:

  • “dal giorno della domanda giudiziale”: E’ il caso per esempio di un importo portato a decreto ingiuntivo. Il Giudice, accettato il ricorso per decreto ingiuntivo autorizza che tale somma, qualora sia comprensiva  di una parte di capitale e di una parte di interessi non pagati ma maturati sullo stesso, venga ora riconosciuta come unico debito indistinto e che su di esso sia lecito che maturino ulteriori interessi.
  • “per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza”: E’ il caso in cui un debito sia arrivato a scadenza con i relativi interessi e che le parti, si accordino per un ulteriore dilazione di tempo per il pagamento. La somma fino ad allora maturata comprensiva dei relativi interessi scaduti si intende come nuovo capitale prestato e sul totale di tale importo possono maturare nuovi interessi.   
  • “in mancanza di usi contrari”: Questa frase in realtà è stata interpretata diversamente dalle banche definendo che eventuali usi possono derogare a questa norma imperativa rendendo possibile la capitalizzazione sugli interessi. Infatti gli istituti di credito, a partire dal 1952, su iniziativa dell’ABI, hanno previsto nei contratti bancari la capitalizzazione degli interessi a favore della banca ogni tre mesi (a marzo, a giugno, a settembre e a dicembre) e quelli a favore del cliente solo annualmente.

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