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Opposizione decreto ingiuntivo art. 50 T.U.B.

Decreto ingiuntivo art. 50 T.U.B, perché è fondamentale presentare opposizione ad un decreto ingiuntivo emesso dalle banche.

Nel 90% dei casi se analizziamo i vostri conti correnti bancari troveremo anatocismo bancario e usura bancaria se non vi opponete ad un decreto ingiuntivo perdete la possibilità di rivalervi nei confronti della banca, se invece vi opponete scoprirete che oltre a dilazionare notevolmente i tempi, molte delle somme che la banca vi chiede non sono dovute.

Un decreto ingiuntivo non opposto diventa immediatamente esecutivo.

L’ingiunzione di pagamento è lo strumento utilizzato dalle banche per ottenere il pagamento dei crediti, relativo ai debiti maturati nei rapporti di apertura di credito bancario (art. 1842 cc), noto come affidamento o fido bancario; con il supporto di 100x100invest è possibile presentare, dopo accurate analisi, un’ opposizione decreto ingiuntivo art. 50 T.U.B.

Per opporsi a un decreto ingiuntivo, occorre predisporre una perizia tecnico contabile, che evidenzi in modo inequivocabile che le somme oggetto dell’ ingiunzione non sono corrette e quindi non corrispondono al vero.

Il decreto legislativo come citato e riportato integralmente in seguito, all’ art.50 del D.lgs 385/93 chiamato anche Testo Unico sulla Legge Bancaria, è lo strumento normativo su cui si fondano i decreti ingiuntivi delle banche.

Tale decreto, mette le banche nella condizione, di chiedere ed ottenere un ingiunzione di pagamento ex art. 633 c.p.c. sulla base dell’estratto conto “certificato”.

Art. 50 – (Decreto ingiuntivo)

1. La Banca d’Italia e le banche possono chiedere il decreto d’ingiunzione previsto dall’articolo 633 del codice di procedura civile anche in base all’estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido.

 

Art. 633.C.p.c 
(Condizioni di ammissibilità)

Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna:
1) se del diritto fatto valere si dà prova scritta;
2) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;
3) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.
L’ingiunzione può essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purché il ricorrente offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione.

L’asseverazione, riguardante i corretti contenuti del conto corrente, come previsto dall’ art 50, viene effettuata da uno dei dirigenti della banca, il quale dichiara, sotto la propria responsabilità, che il credito per il quale si procede è come cita l’ art in questione vero e liquido.

La prima considerazione di rilievo è che l’art. 50 T.U.L.B. integra il requisito di “prova scritta” ai sensi dell’art. 633 comma 1, n° 1) c.p.c., proprio, in virtù dell’espresso richiamo operato dallo stesso art. 50 T.U.L.B.

L’estratto conto viene quindi equiparato alle diverse fattispecie di “prova scritta documentale” elencate negli art. 634, 635, 636, 642 del c.p.c.

L’art. 50 T.U.B. introduce una fattispecie nuova ed autonoma rispetto a quelle considerate dal c.p.c, derogando in tal modo, al principio generale per cui le prove devono formarsi con la partecipazione al procedimento di un soggetto in posizione di terzietà.

Con l’applicazione dell’ art. 50 T.U.B questo non si verifica, pertanto la banca si trova nella duplice finzione di “controllore” e “controllato” diventando in pratica arbitro di se stessa.

Alla luce di quanto detto, è ovvio che nella fase di verifica, conseguente all’opposizione di un decreto ingiuntivo, l’accertamento peritale deve essere volto a dimostrare l’infondatezza della pretesa creditoria azionata.

Tale obiettivo si raggiunge attraverso una perizia econometrica che verifica compiutamente e nel dettaglio il procedimento di calcolo del saldo dare/avere, precedentemente determinato dalla banca.

I nostri periti, cercano di offrire “quando possibile” la dimostrazione obiettiva che, quanto prodotto e richiesto dalla banca, non è esatto o non corrisponde al vero.

Spesso, per valutare i rapporti di conto corrente bisogna analizzare un ingente mole di dati, operazione che rende praticamente quasi impossibile al correntista operare tutti i controlli del caso ,  facendo diventare complicata e difficoltosa l’opposizione al decreto ingiuntivo.

A tal proposito, vanno ricordati l’anatocismo ( normato dall’art. 1283 cc ) e l’usura bancaria, temi che trattiamo più approfonditamente in apposite sezioni dedicate del sito,  che contribuiscono ad evidenziare quanto sia importante verificare la fondatezza dei calcoli effettuati dalle banche.

Spesso si giunge al paradosso in cui sono le banche a dimostrare in sede di contestazione, “evidentemente in misura minima” per evitare ulteriori contestazioni un calcolo di anatocismo che prontamente tolgono dai conteggi.

Concludendo, in fase di opposizione decreto ingiuntivo art. 50 T.U.B. , è indispensabile attivare tutti i sopraccitati controlli, al fine di  confutare in maniera oggettiva, l’attendibilità dei conteggi adoperati dalla banca sul vostro estratto  conto e più in generale sul saldo dare/avere cosi come ingiunto dalla banca.

E’ a questo proposito ricordare ancora una volta come la dichiarazione della banca ex art.50 del T.U.B spesso è assolutamente confutabile e che , soprattutto agendo correttamente, con gli strumenti idonei e con la consulenza dei nostri professionisti, situazioni anche apparentemente difficili possono essere risolte.

I nostri avvocati, i nostri periti e il nostro servizio informatico di data entry sono a vostra completa disposizione, per fornire tutti gli strumenti contabili necessari ad intraprendere con successo una opposizione a decreto ingiuntivo art. 50 T.U.B.,  decreti ingiuntivi che spesso vengono notificati illecitamente dalle banche ai propri clienti.




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